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Perché le agenzie hanno bisogno di BuyTryShare (molto più di quanto pensino)

7/26/2025 Stephane 6 min read

Perché le agenzie hanno bisogno di BuyTryShare (molto più di quanto pensino)

Il contesto: un modello sotto tensione per le agenzie media… e creative

Strategiche, creative o media, le agenzie sono alle prese con una mutazione profonda del proprio ambiente. Il modello storico fondato sulla separazione delle competenze (strategia, creatività, media buying) cede davanti a clienti più autonomi, piattaforme più integrate e a una logica di performance che pervade ogni aspetto del lavoro.

1. Ricavi sotto pressione

Le agenzie media devono fare i conti con:

  • il calo strutturale dei budget offline,

  • l’automazione crescente del media buying (programmatic, retail media),

  • e la disintermediazione, che spinge sempre più inserzionisti a internalizzare gli acquisti o a produrre direttamente i propri contenuti con studi in-house.

Nemmeno le agenzie creative sono risparmiate. La domanda di contenuti «snackable», adattabili a tutti i formati, impone una corsa al volume… senza alcuna rivalutazione tariffaria.

Esempio: secondo il rapporto WARC 2024, il 61% della crescita pubblicitaria mondiale è ormai assorbito dalle piattaforme GAMAM (Google, Apple, Meta, Amazon, Microsoft), che propongono uno sportello unico: targeting, creatività dinamica, delivery, misurazione. Una concorrenza diretta e temibile per le agenzie classiche.

2. Clienti più esigenti, più razionali

L’epoca in cui una campagna veniva approvata su una semplice intuizione creativa o su uno storytelling brillante è finita. Oggi i clienti pretendono prove tangibili:

  • KPI post-campagna precisi,

  • misurazioni di engagement (non solo audience),

  • contributo alle vendite, al traffico o alla reputazione misurata.

Anche le campagne di immagine devono dimostrare il proprio impatto, e il test & learn è ormai la norma, incluso in TV e in affissione.

Esempio: nel 2024, Cetelem (brand di BNP Paribas Personal Finance) ha preteso report settimanali di performance su tutti i propri dispositivi TV, branding compreso, imponendo alle proprie agenzie una logica di iterazione rapida e di giustificazione dei costi GRP.

3. Mancanza di differenziazione in un mercato saturo

In un universo dove tutti i dispositivi si assomigliano — spot TV, social ads, DOOH, influencer marketing — diventa difficile per un’agenzia dimostrare il proprio valore aggiunto:

  • Le offerte sono standardizzate.

  • Le meccaniche si copiano fra loro.

  • L’innovazione sembra appannaggio delle grandi piattaforme o di poche agenzie iperspecializzate.

Esempio: secondo uno studio UDECAM (2023), il 78% delle gare sui budget media si è giocato non sul prezzo, ma sulla capacità di proporre una meccanica differenziante, proprietaria o innovativa, in particolare su campagne cross-canal o multi-sensoriali.

E sul fronte delle agenzie creative?

La diagnosi è la stessa:

  • Pressione sui tempi: «Vogliamo la big idea… per domani a mezzogiorno».

  • Pressione sui formati: «Vogliamo una campagna virale che funzioni in verticale, in square, in audio e in 5 secondi».

  • Pressione sulle prove: «E vogliamo i risultati, in fretta».

Nel 2025 l’idea, da sola, non basta più. Occorre dimostrare che genera fiducia, attention e impatto. Ed è esattamente qui che soluzioni come BuyTryShare arricchiscono l’offerta delle agenzie: proponendo una meccanica creativa chiavi in mano, misurabile, semplice da attivare, ma altamente differenziante.

Perché BuyTryShare è un’opportunità per le agenzie

In un contesto in cui pressione economica, ricerca di performance e banalizzazione dell’offerta fragilizzano le agenzie, BuyTryShare propone una risposta semplice, diretta e potente: un formato breve, integrato e orientato alla prova sociale, che completa il piano media o la campagna creativa senza reinventare tutto.

1) Per le agenzie media

BuyTryShare permette di valorizzare un piano media esistente, aggiungendovi un elemento di prova: una recensione cliente autentica, integrata come spot complementare di 5 secondi (TV o BVoD), con QR code di attivazione.

In questo modo l’agenzia può:

  • giustificare i budget offline (TV, stampa, cinema) con KPI misurabili,

  • proporre una meccanica differenziante rispetto ai concorrenti,

  • fidelizzare i propri clienti portando novità, senza rotture d’esecuzione.

Esempio: un’agenzia media può integrare BuyTryShare su una campagna per un prodotto alimentare (ad esempio uno yogurt), aggiungendo uno spot post-roll con la valutazione media del cliente e una citazione certificata. Il tasso di memorizzazione sale (+41% osservato in PoC) e l’agenzia dimostra di saper arricchire l’esperienza senza alterare il piano.

2) Per le agenzie creative

BuyTryShare permette di riconciliare idea e prova. L’agenzia può sceneggiare gli spot UGC come parte integrante della campagna (ad esempio: capsula con micro-testimonianza cliente, inserimento di verbatim nella DA, creazione di contenuti derivati a partire dalle recensioni).

Mantiene il controllo su:

  • direzione artistica (tono, stile, veste dello spot UGC),

  • allineamento con lo storytelling della campagna principale,

  • scrittura di formati specifici a partire dalle recensioni (ad esempio: manifesto «visto dai nostri clienti», adattamento social, stampa…).

Esempio: per una campagna automotive, un’agenzia creativa può produrre una serie di mini-spot centrati sulle recensioni di acquirenti reali (autenticati tramite BuyTryShare), con un trattamento visivo coerente con il film principale. Alimenta così la strategia di brand content, integrando la prova sociale nel cuore del dispositivo.

In sintesi

BuyTryShare agisce come un modulo intelligente che l’agenzia può:

  • innestare su una strategia esistente, senza perturbare la propria organizzazione;

  • proporre come valore aggiunto in gara;

  • utilizzare come leva di prova, in un contesto in cui i clienti pretendono KPI tangibili.

E soprattutto: è un’offerta duplicabile, industrializzabile e misurabile, che consente alle agenzie di riprendere il controllo del proprio valore.

Integrare BuyTryShare nella Sua offerta: 3 passi semplici per le agenzie

È un’agenzia media o un’agenzia creativa? Ecco come può attivare una prima campagna BuyTryShare per uno dei Suoi clienti, aggiungendo una dimensione di prova sociale senza perturbare i Suoi processi:

① Identifichi una marca eleggibile

Idealmente una marca con:

  • Una campagna (TV – lineare o BVoD, stampa o cinema) in agenda nelle prossime settimane,

  • Un bisogno di engagement, rassicurazione o differenziazione.

Esempi tipici: prodotti alimentari, cosmetica, auto, telco, banca/assicurazione, salute…

② Proponga un PoC BuyTryShare in aggiunta al piano

Senza modificare il piano media né la creatività:

  • Le proponiamo la creazione di uno spot breve di 5 secondi a partire da una recensione autentica e validata, che poi produrrà per il proprio cliente inserzionista.

  • Garantiamo la conformità delle recensioni e la landing page (con pagina recensioni o attivazione e-commerce),

  • Il tutto in 10 giorni.

Risultato: una prova sociale integrata nella campagna, un QR code attivabile, indicatori di performance concreti (tasso di scansione, clic, intenzione d’acquisto, ecc.).

③ Valorizzi la Sua innovazione presso il cliente

Proponendo BuyTryShare:

  • Aumenta il valore del dispositivo,

  • Si posiziona come forza di proposta,

  • Apre la porta a una nuova linea di ricavo e a uno storytelling arricchito.

Bonus: il PoC può essere mutualizzato su più marche di uno stesso gruppo. È una porta d’ingresso verso una partnership duratura.

Vuole testarlo per uno dei Suoi clienti?

Contatti il team BuyTryShare per organizzare una presentazione o lanciare un PoC su misura.

Accompagniamo le agenzie in ogni passaggio, con la massima trasparenza.

➡️ buytryshare.com/contact

(C) 2020 > Ferembach.com/CestQuiLesCreas

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